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Con la collaborazione del Servizio Telecomunicazioni del Dipartimento della Protezione Civile e’ tuttora in corso di studio un sistema, denominato C.S.R. (Comunicazioni Speleologiche Radiotrasmesse), che consenta di comunicare via radio con le squadre sia in grotta che all’esterno in modalita’ broadcast. I test per tarare gli apparati sono stati effettuati in varie cavita’ del Lazio, sia sub-orizzontali che verticali.
Di seguito, l’Articolo pubblicato sulla Rivista della Protezione Civile insieme a notizie e documentazione sugli altri sistemi ad oggi presenti per le comunicazioni sotterranee, utilizzate dai Gruppi di Soccorso.
COME TI “CHIACCHERO” VIA RADIO IN GROTTA
Descrizione di un sistema sperimentale di ricetrasmissioni in fonia in grotta
di
Una volta, come radioamatore di vecchia data, credevo che i collegamenti radio tra i più difficili da realizzare fossero quelli da effettuare sulle frequenze HF nella distanza di skip dove non arriva né l’onda di terra né quella riflessa dalla ionosfera (naturalmente, per la legge di Murphy è spesso la distanza dove sta il nostro corrispondente).
Poi, un giorno, a Zafferana Etnea con Maurizio (detto “Bruco”) del Circolo Speleologico Romano provammo a realizzare un collegamento radio in VHF dentro un tubo lavico. Il risultato? Un vero disastro! Dopo poche decine di metri, fatte un paio di curve, il segnale della radio palmare spariva nel nulla. Provammo allora ad utilizzare le UHF: le cose migliorarono solo di poco.
Allora, spinto dalla curiosità e stimolato dai racconti di avventure speleologiche vissute nelle grotte di mezzo mondo dagli amici del CSR, decisi di approfondire il discorso.
Gironzolando su internet si possono trovare dei siti molto interessanti che descrivono varie soluzioni tecniche per poter parlare via radio in grotta.
Come si può leggere sul sito http://naylorgr.perso.cegetel.net/cave_radio, in Francia, nella regione di Isère (che comprende il Vercors e le zone carsiche di Chartreuse), è stato sviluppato un sistema di telecomunicazioni sotterraneo. Il merito di questo interessante lavoro è del fisico Graham Naylor, impegnato presso l’“European Syncroton”, nonché membro dell’”Isere Cave Rescue Team” di Grenoble, coadiuvato sia dall’Adrasec38, un’associazione di radioamatori specializzata in comunicazioni di emergenza, sia da un gruppo di appassionati speleologi inglesi.
Il sistema, chiamato “System Nicola”, si basa su trasmissioni radio effettuate sulla bassissima frequenza di 87 KHz, frequenza molto vicina a quella usata dai sommergibili in navigazione.
La realizzazione comprende una coppia di ricetrasmettitori portatili dallo schema e dalla realizzazione meccanica molto sofisticata, che usano, come modo di emissione in fonia, l’SSB (Single Side Band).
Le parti più critiche di questa realizzazione, ma anche le più importanti, sono le antenne.
Infatti, per far funzionare bene tutto il sistema, occorrono dei “loop virtuali costituiti da due elettrodi connessi a terra, spaziati da
I risultati ottenuti dai nostri colleghi d’oltralpe sono stati molto lusinghieri. Gli speleo francesi sono riusciti a effettuare collegamenti radio tra un operatore all’esterno della grotta e uno speleologo all’interno, separati da una distanza di
Fino ad ora le comunicazioni tra l’esterno e l’interno della grotta sono state effettuate con il vecchio e infallibile sistema inventato da Meucci, ovvero con un doppino telefonico steso in grotta e due telefoni magari del tipo “campale” per collegamenti “punto-punto” e basta!
Prendendo spunto dall’esperienza francese, abbiamo realizzato il “CSR” (Comunicazioni Speleologiche via Radio) che può essere considerato una sorta di parente povero del sofisticato System Nicola; questo, nonostante sia ancora in fase sperimentale, ha già dimostrato ampiamente le sue peculiarità non indifferenti. Non si è scoperto nulla di nuovo, semplicemente si sono usate, alla maniera “radioamatoriale” e credo per la prima volta, più vecchie tecniche di trasmissione contemporaneamente.
Il “CSR” è composto da un ripetitore radio VHF autocostruito usando due ricetrasmettitori palmari, un filtro “duplexer” e pochi altri componenti elettronici. Il tutto è racchiuso in una scatola metallica portamunizioni stagna, acquistata in un negozio di materiale surplus militare.
La potenza erogata in antenna è di circa 4 W e l’alimentazione è assicurata da una batteria al piombo ricaricata da un pannello solare o, avendo a disposizione i 220 VAC, da un alimentatore stabilizzato entrocontenuto.
Il ripetitore, installato all’esterno,
Fin qui è tutto semplice e lo possiamo paragonare ai ponti radio normalmente usati (taxi, pony express, forze dell’ordine ecc.). E l’antenna del ripetitore?
Ecco l’uovo di Colombo: se avete notato, a Roma percorrendo in macchina
E allora in un vecchio negozio di ricambi TV di Roma sono riuscito a riesumare
Figura 3: Grotta dell’Ovito di Pietrasecca: si svolge la piattina
Stesi circa
Figura 4: Particolare del rilievo dell’Ovito di Pietrasecca
Attualmente
All’inizio ci sono state delle perplessità da parte degli speleo: “..ma le radio pesano”, “…ma non serve a nulla”, “…è meglio il citofono”. Poi, da quando Maurizio è rimasto senza sigarette e ha chiesto e ottenuto aiuto via radio, il sistema è diventato un po’ come la lampada al carburo… non puoi scendere senza! ![]()
Figura 5: Ingresso di Gnomognomo, Maurizio in piena attività
La sperimentazione continua. Aspetto che gli speleo impegnati nella grotta riescano a trovare altri passaggi e poter svolgere così altra piattina.
E se la grotta si sviluppa per un totale di quattrocento o cinquecento metri dalla superficie arriverà ancora un segnale sufficientemente forte per parlare? Per ora “esplorate belli, esplorate”… alla prossima puntata.
73 de Fab I0HCJ (
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Link a documentazione utile:
Gli Spagnoli con una collaborazione tra la Siemens e l’Universita’ di Zaragoza (Grupo de Tecnologias en Entorno Hostiles) hanno sviluppato un sistema simile denominato:
TEDRA (Through Earth Digital Radio Appliance)
Hey-Phone
What is the HeyPhone?. The HeyPhone was
A key element of the project was
How does the HeyPhone work?
Compared with induction loops, an
Will there be any future developments?
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